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lunedì, 12 maggio 2008

but that's all right, for i will watch them fall

Torno a scrivere a distanza di mesi. Qualche volta mi è capitato di ripensare a questo blog e di considerarlo come un'esperienza chiusa; che esperienza, poi...

Vabbè... -1 dalla laurea.

Non ho altro da aggiungere, Vostro Onore.
scritto da: alsoknownas --- 23:29 | link | commenti
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venerdì, 07 dicembre 2007

un paio

prima di tutto, qualcuno mi vuole spiegare perchè i filmissimi (non quelli di rete quattro, quelli strafighi per me) li trasmettono sempre ad orari improponibili o cmq quando non posso vederli?

ogni anno mi perdo "nightmare before christmas" e "frankenstein junior", trasmessi nelle notti di festa natalizia/pasquale (vabbè, ho il dvd, però cazzo!).
due notti fa hanno trasmesso IT, verso l'una, guarda caso la mattina dopo sarei dovuto alzarmi alle sei (accade tipo una volta l'anno. it e il fatto che devo svegliarmi alle sei).
i goonies ormai manco li trasmettono più.

sgrunt.
scritto da: alsoknownas --- 14:24 | link | commenti (1)
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lunedì, 03 dicembre 2007

perderò subito il filo de discorso

sono un appassionato di wrestling, da sempre, da quando ero bambino.
ricordo la sigla di "WWF nonricordocosa", su italia1 il sabato sera dopo la boxe, era tardissimo, non potevo stare in piedi per vederlo, ma qualche volta ci riuscivo. poi siamo passati al pomeriggio, poi alla paytv, poi al buio, poi di nuovo alla paytv, poi di nuovo alla tv normale e poi di nuovo alla paytv.

ricordo le telecronache di dan peterson; chi seguiva un po', col senno di poi, deve ammettere che ne sapeva poco o niente. ma traduceva le cose, spiegava i perchè, insegnava le motivazioni culturali che c'erano dietro al comportamento dei lottatori, i quali benchè interpretassero dei personaggi universalmente riconoscibili (lo spazzino, il russo, l'arabo, il guerriero, il patriota, il sergente dell'esercito ecc ecc) mantenevano cmq dei modi di fare e utilizzavano delle espressioni tipiche degli Stati Uniti, cose che non avremmo potuto capire affidandoci semplicemente all'idea di stereotipo che avevo: infatti, benchè fossi ancora un pargoletto, era già arrivata l'età in cui riuscivo a notare tratti distintivi dei modi di essere e cominciava ad essere abbastanza chiara l'idea che esistevano diverse categorie di persone, non più classificabili solo come "maschietto" o "femminuccia" o come "familiare" o "estraneo".

Arrivarono, parlo di 15 anni fa almeno, i videogiochi e i "pupazzetti"; di questi ultimi ne comprai tantissimi, ricordo che quando potevo comprarne uno (dieci o ventimila lire) andavo al negozio di giocattoli del paese subito dopo pranzo, aspettavo pazientemente l'apertura e passavo un lasso di tempo interminabile a scegliere quale comprare. Il primo fu Andrè the Giant; non sono mai stato affascinato dalla sua gimmick (personaggio), nè da quello del suo rivale per eccellenza Hulk Hogan, ma istintivamente (leggi: la World Wrestling Federation pompava lui negli show a quei tempi) non potei fare a meno di comprarlo. Si ruppe dopo qualche tempo, per mio sommo dispiacere.

dopo diversi anni, il wrestling sparì dalle tv. tornò nei primi anni 2000 su stream e verso il 2003, se non erro, su italia 1. Mediaset pompò tantissimo il programma, affidò il commento a peterson prima e al duo Valenti-Recalcati poi. Col passare degli anni il programma andò sempre meglio, diventando un catalizzatore di ascolti. Poi sparì; Chris Benoit un giorno del 2007 uccise sua moglie e suo figlio per poi togliersi la vita. Mediaset emise un comunicato un paio di giorni dopo col quale rendeva nota la sua volontà di cancellare il programma per proteggere la psiche dei bambini (Mediaset, quella che, incurante della psiche dei bambini, ha permesso ad uno show vietato ai minori di quattordici anni negli stati uniti di diventare lo show di punta del palinsesto under 12).  Valenti si lanciò in monologhi contro il wrestling (Valenti, colui che con il suo commento e l'abile aiuto di Recalcati è riuscito a trasformare in una pagliacciata mostruosa un qualcosa che sì è irreale e a volte ridicolo, ma anche serio, frutto di gesto atletico, concentrazione, studio di copioni....). La Gazzetta dello Sport si levò sdegnata contro quello scempio di pagliacciata orrenda che è il wrestling (La Gazzetta, che nei due anni precedenti aveva messo in commercio diversi dvd sul wrestling, con grandi pubblicità e con incredibili incassi). tutti attaccarono il wrestling, violento e diseducativo. Il moige, i parlamentari, gli intellettuali, chiunque. chi provava a difenderlo, magari con una lettera pacata e obiettiva indirizzata ai giornali, riceveva risposte tra il comico e lo sdegnato, roba da spingere (credo...) chi ha scritto la missiva a pentirsi di averlo fatto, a vergognarsi di essersi macchiato di un crimine mortale.

ma ad essere sincero, di tutto ciò mi frega poco o niente.
perchè, per dirla tutta, dopo l'entusiasmo iniziale immediatamente successivo al ritorno in chiaro del wrestling, persi velocemente la voglia di seguirlo. Certo, continuavo ad informarmi giorno per giorno su quello che accadeva, ma non lo guardavo più in tv. Mediaset era riuscita infatti a rendere orribile un prodotto che, ai tempi, era qualitativamente inferiore ad oggi. Aveva trasformato il tutto in una macchina per vendere gadgets ai bambini, i quali negli Stati Uniti possono seguire un programma simile o con i genitori oppure niente.

Col senno di poi, meglio così.

Il problema grave è un altro: i veri programmi che fanno male alla psiche dei bambini sono ancora lì dov'erano, potenziati e resi ancora più accattivanti. Non parlo dei film o dei telefilm "violenti" (tipo "Terminator", tanto per dirne uno) ma di quei programmi frutto del made in italy: buona domenica, uomini e donne, il grande fratello... cose del genere. roba subdola, che acceca e travia. quelli no, quelli devono restare, quelli non fanno male.... Ci sono tanti altri problemi gravi: il doping nel ciclismo, la violenza nel calcio, l'ondata di immoralità negli sport di successo... Quelli no, quelli possono restare: basta fare gli sdegnati per qualche tempo e poi tutto come prima.

Piccolo quiz: cos'è che fa più male ad un bambino/adolescente?
1)due persone che fanno a botte per finta
2)un mucchio di persone che strillano, litigano, pompano le puttanate e screditano le cose serie, dando un immagine dell'essere umano completamente distorta (ma che al contempo si fa sempre più strada)
3)dei giornalisti o presunti tali che fanno finta di levarsi con un coro di sdegno contro lo schifo e che poi ci si ributtano dentro a capofitto
4)una classe politica che da tutto tranne che il buon esempio
5)persone che si arricchiscono sfruttando le tragedie, utilizzando peraltro metodi che discutibili è dir poco e alla faccia di chi ha sofferto, soffre e soffrirà

fanno male tutte e cinque queste cose, ma porca puttana, quella che fa meno male è la prima.
scritto da: alsoknownas --- 22:59 | link | commenti
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giovedì, 29 novembre 2007

è come...

è come attaccare una portaerei dotata di armi nucleari usando una fionda da una zattera di salvataggio.
scritto da: alsoknownas --- 22:40 | link | commenti
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domenica, 18 novembre 2007

mandiamoli a casa

molti dei miei contatti di messenger hanno scritto frasi del tipo "Chi vota per far cadere il governo dando addirittura 1 euro a Berlusconi x mettere una firma è proprio un emerito cretino!!!" accanto al loro nickname.

Sono un elettore di centrodestra, anzi, ormai ex elettore di centrodestra; leggendo queste frasi mi vengono in mente un po' di considerazioni.

1)il vero cretino non è chi va dare un euro a berlusconi, ma chi va a firmare convinto che con la sua firma il governo cadrà. questa è una cosa che i miei amici sinistri non hanno capito e dubito capiranno mai.

2)purtroppo noto con disappunto che i sinistri sono ancora convinti che il centro della loro azione politica debba essere "addosso a berlusconi": sono quindici anni o giù di lì che vanno avanti così e non hanno mai ottenuto niente (se sono al governo ora è grazie alla legge elettorale, ricordiamolo) se non sonore mazzate... che si dessero una svegliata e iniziassero a fare politica sul serio, piuttosto che fare il gioco di berlusconi.

3)io non voglio andare a firmare per la caduta del governo per due semplici motivi: quello espresso al primo punto, ovvero che la mia firma non serve a niente, non dipende da questa raccolta di orrori calligrafici la sorte di prodi;  anche ammesso che possa funzionare, non voglio aiutare un gruppo politico che da quando è all'opposizione non sa dire altro che "il governo cadrà"... non ho sentito una sola frase seria, politica, costruttiva da quei buffoni dei miei ex rappresentanti politici negli ultimi due anni.

4)appurato che non voterò più per il centrodestra e che sono rimasto l'unico italiano a sostenere il governo prodi (pur odiando rifondazione, verdi, pidicì, udeur e tutta quella selva di partiti e partitini dannosi per l'italia) sto cercando dei buoni motivi per votare centrosinistra alle prossime elezioni. stento tuttavia a trovarne.

Insomma, io sono uno di quelli schifati dalla politica attuale e dal 90% di quelli che sono al potere perchè i politici hanno fatto di tutto per farmi andare di traverso la politica (e lasciate stare beppe grillo, non c'entra, non lo seguo e non lo ascolto).
scritto da: alsoknownas --- 19:30 | link | commenti (2)
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venerdì, 09 novembre 2007

ho fatto tutto da solo

sento... sento... cosa?.... mah, forse che molte situazioni mi stanno sfuggendo di mano. è una ipotesi. non ne ho la certezza, perchè per esserne certo avrei dovuto avere tutto in pugno; in realtà, non ho mai controllato nulla, ho semplicemente lasciato che le cose combaciassero con me, senza fare nulla perchè mi si fissassero addosso. ora che lentamente scivolano via, mi chiedo se sono ancora in tempo per riparare. oppure - con più realismo - sarebbe il caso che iniziassi a fare la conta dei danni.
scritto da: alsoknownas --- 21:38 | link | commenti
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sabato, 03 novembre 2007

flaiano

da http://it.wikiquote.org/wiki/Ennio_Flaiano
solo quelle che mi piacciono di più


'''Ennio Flaiano''' (1910 – 1972), scrittore, sceneggiatore, giornalista, critico teatrale e cinematografico italiano.

Citazioni
*Adesso non mi faccia un esempio, sennò non ci capisco più nulla.
*Fra trent'anni gli italiani non saranno come li hanno voluti i partiti, ma come li avrà fatti la televisione.
*Gli italiani amano più l'inaugurazione che la manutenzione.
*Gli italiani sono sempre pronti a correre in soccorso dei vincitori.
*In Italia i fascisti si dividono in due categorie: i fascisti e gli antifascisti.
*Io non sono comunista perché non me lo posso permettere.
*La moda è l'autoritratto di una società e l'oroscopo che essa stessa fa del suo destino.
*La situazione è disperata, ma non seria.
*Quando l'uomo non ha più freddo, fame e paura è scontento.
*Per gli italiani l'inferno è quel posto ove si sta con le donne nude e con i diavoli ci si mette d'accordo.

"Autobiografia del Blu di Prussia''
*Da quando l'uomo non crede più all'inferno, ha trasformato la sua vita in qualcosa che somiglia all'inferno. Non può farne a meno.
*Chi rifiuta il sogno deve masturbarsi con la realtà.
*I giorni indimenticabili della vita di un uomo sono cinque o sei in tutto. Gli altri fanno volume.
*Il peggio che può capitare a un genio è di essere compreso.
*Il pensare ai buoni momenti del passato non ci conforta perché siamo convinti che oggi li sapremmo affrontare con maggiore intelligenza e trarne migliore profitto.
*In amore bisogna essere senza scrupoli, non rispettare nessuno. All'occorrenza essere capaci di andare a letto con la propria moglie.
*L'arte è un investimento di capitali, la cultura un alibi.
*L'evo moderno è finito. Comincia il medio-evo degli specialisti. Oggi anche il cretino è specializzato.
*L'uomo molto ricco deve parlare sempre di poesia o di musica ed esprimere pensieri elevati, cercando di mettere a disagio le persone che vorrebbero ammirarlo per la sua ricchezza soltanto.
*La serietà è apprezzabile soltanto nei fanciulli. Negli uomini saggi è il riflesso della rinuncia.

''Diario degli errori''
*L'italiano è una lingua parlata dai doppiatori.
*La civiltà del benessere porta con sé proprio l'infelicità.
*Non c'è che una stagione: l'estate. Tanto bella che le altre le girano attorno. L'autunno la ricorda, l'inverno la invoca, la primavera la invidia e tenta puerilmente di guastarla.
*Se i popoli si conoscessero meglio si odierebbero di più.
*Si può chiedere tutto e l'avrai, poco e non l'avrai.
*Un giovane va incontro alla vita: cioè, è la vita che da dietro lo spinge.

''Diario notturno''

*Certo, certissimo, anzi probabile.
*Essere pessimisti circa le cose del mondo e la vita in generale è un pleonasmo, ossia anticipare quello che accadrà.
*I giovani hanno quasi tutti il coraggio delle opinioni altrui.
*Gli presentano il progetto per lo snellimento della burocrazia. Ringrazia vivamente. Deplora l'assenza del modulo "H". Conclude che passerà il progetto, per un sollecito esame, all'ufficio competente, che sta creando.
*Ho poche idee, ma confuse.

'Frasario essenziale per passare inosservati in società''
*Capire la Cina non è soltanto impossibile, ma inutile.
*Ci deve essere qualcosa di più noioso dei |libri che si scrivono sulla Cina: la Cina stessa.
*L'oppio è ormai la religione dei popoli.
*L'omosessualità per la classe povera non è un vizio ma un modo per accedere alle classi superiori.
*La psicanalisi è una pseudo-scienza inventata da un ebreo per convincere i protestanti a comportarsi come i cattolici.

''Don't forget''
*C'è gente che eredita la fede, come eredita i terreni, il casato, i titoli nobiliari, il denaro, una biblioteca e il castello. Fede per censo, ereditaria.
*In questi tempi l'unico modo di mostrarsi uomo di spirito è di essere seri. La serietà come solo umorismo accettabile.

''Il gioco e il massacro''
*Ci sono molti modi di arrivare, il migliore è di non partire.
*Il miliardo non è più quello di una volta.
*Il traffico ha reso impossibile l'adulterio nelle ore di punta.
*Il vero psicanalista delle donne è il loro parrucchiere.
*La guerra è un happening, e questo spiega il successo che ha sempre avuto.
*La pubblicità fa più danni della pornografia perché unisce l'inutile al dilettevole.
*La stupidità degli altri mi affascina, ma preferisco la mia.
*Una volta il rimorso veniva dopo, adesso mi precede.

Citazioni
*I grandi premi non vengono mai dati allo scrittore, ma ai suoi lettori. Poveracci, se li meritano. (p. 18)  
*Il successo alla moda si ottiene con la publicità e si paga con la prostituzione alla folla. Invertendo l'ordine dei fattori il successo non cambia, diventa forse più duraturo, perché "sofferto". Il successo ottenuto col merito e pagato con l'indifferenza annoia il grosso pubblico e, da qualche tempo in qua, anche gli altri. (p. 19)  
*Oh, com'è bello sentirsi profondamente intelligenti, per il Sesso sdilinquersi, per la Donna restare indifferenti... Rispondere a ogni inchiesta, avere sempre un'opinione, sottoscrivere una protesta, spiegare la situazione... Oh, com'è bello orientarsi con la moda che passa, continuamente rifarsi alla cultura di massa... Giurare sull'arte impegnata, ripetere che l'Industria è bella, e chiudere la giornata con un colpo di rivoltella... (p. 21)
*«E ci dica, signorina, lei è stata sempre così bella, anche da ragazza?»
«Oh, no, da ragazza ero piuttosto bruttina, tanto che i miei decisero di farmi studiare. Frequentai così tre anni di scuola media, ripetendo per guadagnar tempo, finché a sedici anni migliorai fisicamente.»
«E questo le permise di abbandonare gli studi e di darsi alla prostituzione.»
«Sì, infatti.»
«Dunque possiamo dire che anche lei ha dovuto lottare per affermarsi!»
(p. 34)
*A chi può interessare.
«Veniamo alla nostra ultima domanda: per trenta denari lei deve dirci dove si trova ora esattamente [[Gesù]] il Nazareno.»
«Nell'orto dei Getsemani.»
«La risposta è esatta!» (Applausi)
«Andiamo, guardie!» (Escono).
(p. 36)
*Jean-Paul Sartre: passa l'esistenza a entrare e a uscire dal partito comunista. (p. 61)
*Mi telefona un tale per dirmi che sta facendo una piccola inchiesta e vorrebbe che gli rispondessi a questa domanda: di che nazionalità vorrei essere se non fossi italiano.[...] La sua domanda è senza risposta. Si consoli pensando che per molti l'italiana non è una nazionalità, ma una professione. (p. 63-64)
*Roma città corrotta? Non credo: troppi impiegati. Sarebbe una corruzione fondata sull'anticipo degli arretrati, su una ferma richiesta di aumenti e sull'anticipo della liquidazione. Ed è mai possibile? (p. 76)
*Mai epoca fu come questa tanto favorevole ai narcisi e agli esibizionisti. Dove sono i santi? Dovremo accontentarci di morire in odore di publicità. (p. 77)
*Pena e sospetto che suscitano le persone normali in un mondo dove interessa soltanto l'Eccezionale, in tutte le sue varietà. Così nell'uomo probo si è portati a vedere la canaglia di domani, o una canaglia che si nasconde, mentre nella canaglia di oggi si scopre un motivo di emozione. Abele viene sottoposto all'autopsia del cervello, Caino è invitato a scrivere le sue memorie. (p. 111)
*Leggere è niente, il difficile è dimenticare ciò che si è letto. E ormai non sono più gli autori ad allontanarsi dai loro libri, ma i lettori. (p. 133)
*Fine di intervista.
«Lei crede che la televisione abbia abbassato il livello culturale del pubblico?»
«No, credo che abbia abbassato il livello culturale degli intellettuali.» 
«Se dovesse definire in poche parole il dramma della vita moderna?» 
«Il dramma della vita moderna è questo: tutti cercano la pace e la solitudine. E per il fato stesso di cercarle, le scacciano dai luoghi dove si trovano.»
«E adesso una domanda indiscreta: perché scrive così poco?»
«Caro signore, io non ho una vocazione narrativa. Scrivo, che è una cosa molto diversa». (p. 143-144)
*Per l'aumentato benessere medio l'uomo e la donna si vanno orientando verso una morfologia utilitaria. Nelle classi giovani circolano già i modelli che verranno prodotti in larga serie nel futuro; uomini agili, sicuri, di buon affidamento e di basso consumo; donne di media statura, di facile manutenzione e dalle prestazioni standard. Lievi differenze nelle rifiniture. La natura fa ancora pochi esemplari di uomini e donne lusso, destinati allo spettacolo e al consumo collettivo d'informazione, alla pubblicità, ai rotocalchi. (p. 158)
*A proposito di un film di Sordi e Manfredi sull'Africa, che mi è piaciuto per la giustezza di un'osservazione di fondo, questa: l'italiano, nella sua qualità di personaggio comico, è un tentativo della natura di smitizzare se stessa. Prendete il Polo Nord: è abbastanza serio preso in sé. Un italiano al Polo Nord vi aggiunge subito qualcosa di comico, che prima non ci aveva colpito. Il Polo Nord non è più serio. La vastità della superficie ghiacciata è eccessiva. A che serve? Perché? Non si può far niente per rimediare? Pensa il personaggio comico italiano. La savana, la giungla, i grandi spazi dell'Africa: due italiani bastano a corromperli. «Dottore!», «Ragioniere!» Non rinunciano ai loro titoli, guardano i grandi spazi, vi si perdono, li percorrono senza convinzione, dubbiosamente, «Con lei in Africa non ci vengo più» eccetera. Quando due italiani si incontrano per caso all'estero, la loro prima reazione è un gran ridere. «Che fai qui?...» «E tu?» Infatti si suppone che se sono fuori casa è per motivi essenzialmente comici: il lavoro, la noia, una curiosità piena di riserve, le donne, i piaceri eccetera. (p. 160)
*Quando certi uomini di teatro sollecitano la partecipazione viva del pubblico ai loro spettacoli dovrebbero meditare sui pericoli cui vanno incontro. (p. 162)
*Una volta in un aereo di linea capitai di posto accanto a un giovane prete che volava per la prima volta. Era entusiasta e ciarliero. Mi disse che volando l'uomo realizza inconsciamente la sua più grande aspirazione spirituale, quelladi essere assunto in cielo. Gli feci osservare che le assunzioni sono di prima classe o turistica. (p. 164)
*Un critico d'arte chiese a Giorgio Morandi se era mai stato all'estero. Intendeva controllare le fonti della sua ispirazione. «Sì,» disse Morandi «ma non ci ho mai dormito.»
*Si chiamava Libertà. Un giorno scese per strada e prese a interrogare la gente che incontrava. Le risposte che ebbe furono di questo genere: «Fatevi i fatti vostri. – Non te ne incaricare. – Impicciati per te. – Lascia perdere. – Chi te lo fa fare? – Te l'ha ordinato il medico? – Ti pagano per questo? – Sei stanca di campare? – Ti puzza di vivere? – Attacca l'asino dove vuole il padrone. – Non fare la stupida. – Non ti mettere nei guai. – Gli stracci vanno per aria. – Passata la festa gabbato il santo. – L'oro non si macchia. – Sta' coi frati e zappa l'orto». Libertà disse: «Questa gente è molto saggia, non ha bisogno di me». Infatti cominciò a uscire meno e un giorno annunciò che se ne andava. Ai giornalisti che l'assediavano per conoscere i motivi della sua decisione rispose in modo alquanto enigmatico. Disse sorridendo: «La libertà va tenuta in continua riparazione». (p. 170)
*Tutto ciò che è fuori della letteratura, all'inverso, è propaganda, od ossequio alla moda. (p. 186)
*Le dittature hanno questo di buono, che sanno farsi amare. (p. 186)
*Il tiranno più amato è quello che punisce per una sua esclusiva ragione, la ragione che riguarda la propria esistenza. (p. 187)
*[…] le dittature hanno infine scoperto la magnanimità. Esse condannano a morte i loro nemici (il mondo freme e sussulta), e il giorno dopo li graziano. Così il mondo respira di sollievo, scodinzola di riconoscenza e rovescia altro amore sulle magnanime dittature. (p. 187)
*Appartengo alla minoranza silenziosa. Sono di quei pochi che non hanno più nulla da dire e aspettano. Che cosa? Che tutto si chiarisca? L'età mi ha portato la certezza che niente si può chiarire: in questo paese che amo non esiste semplicemente la verità. Paesi molto più piccoli e importanti del nostro hanno una loro verità,  noi ne abbiamo infinite versioni. Le cause? Lascio agli storici, ai sociologi, agli psicanalisti, alle tavole rotonde il compito di indicarci le cause, io ne subisco gli effetti. E con me pochi altri: perché quasi tutti hanno una soluzione da proporci: la ''loro'' verità, cioè qualcosa che non contrasti i loro interessi. Alla tavola rotonda bisognerà anche invitare uno storico dell'arte per fargli dire quale influenza può avere avuto il barocco sulla nostra psicologia. In Italia infatti la linea più breve tra due punti è l'arabesco. Viviamo in una rete d'arabeschi. (p. 207)

Bibliografia
*Ennio Flaiano, ''Il gioco e il massacro'', Rizzoli Editore, 1970.
*Ennio Flaiano, ''La solitudine del satiro'', Rizzoli Editore, 1974.
*Ennio Flaiano, ''Autobiografia del Blu di Prussia'', Rizzoli Editore, 1974.
*Ennio Flaiano, ''Diario degli errori'', Adelphi Edizioni, 1977.
*Ennio Flaiano, ''Diario Notturno'', Adelphi Edizioni, Milano 1994. ISBN 88-459-1196-9
*Ennio Flaiano, ''Frasario essenziale per passare inosservati in società'', introduzione di [[Giorgio Manganelli]], Bompiani, Milano, 2001. ISBN 88-452-2073-7
scritto da: alsoknownas --- 17:16 | link | commenti (1)
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Everybody wants to sell what's already been sold
Everybody wants to tell what's already been told
What's the use of money if you ain't gonna break the mold?
Even at the center of fire there is cold
All that glitters ain't gold

(Prince, Gold, 1995)
scritto da: alsoknownas --- 16:58 | link | commenti
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giovedì, 01 novembre 2007

che poi...

un'altra cosa che mi fa salire i nervi sono le carte meteo... o meglio, quando la bella immagine dello stivale è piena di allegri soli gialli, tranne sulla mia zona, dove ci sono nuvoloni neri con delle specie di "S" o "Z" rosse e tante gocce d'acqua. bile. gastrite.
scritto da: alsoknownas --- 00:43 | link | commenti
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organizzazione

Che palle, odio quando i miei amici mi vogliono far sentire in colpa per non essere andato con loro a ballare a 40 km da qui, sapendo che odio le disco e che non saremmo tornati ad orari decenti. parti, fai la strada, cerca parcheggio, fai la fila, stai stipato in un posto pieno di gente ridicola, mettici tre ore per un cocktail, ascolta la musica ridicola come i poveracci convinti di Essere che stanno lì, passa tre ore di merda, ritorna alla macchina, riparti, sosta per il panino, riparti una seconda volta, torna a casa, sei a letto alle 6. odio.

cazzo, è questa la cosa che mi da più fastidio: fare tanta strada per raggiungere un posto dove vige la legge del più figo, un mondo dove la gente guarda al marchio che indossi...

Che poi, si guardasse davvero al valore qualitativo del marchio.... guardano solo al valore in termini di sputtanamento del marchio, l'equazione "costoso e banale=figo". Per loro, mandria di ignoranti, un vacheron constantin o un lange & sohne non reggerebbero il passo con un D&G. Ed osannano l'arricchito di turno che, camicia aperta, collane d'oro e rolex al polso, stappa col botto una bottiglia di champagne.

In realtà, più che odiare i poveretti in questione, credo di odiare quella parte di sistema che fa di tutto per renderli importanti, che costringere inconsciamente un gran numero di ragazzini a diventare squaliddi puttanieri e altrettante ragazzine a trasformarsi in volgari puttanelle.

Mah...

Firmato: uno conscio di essere nessuno, ma che in fondo in fondo gode della sua condizione.
scritto da: alsoknownas --- 00:25 | link | commenti (3)
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